venerdì 12 dicembre 2008

Battito d'ali [mentre va She]


--------------------------------------------------------------------------
Ha un ritmo altalenante questa traiettoria.
Dapprima periodico, come un'onda
Poi irregolare, volubile, in balia dell'aria
Uno scherzo alla certezza, un'ode alle maree
comunque sempre con l'eleganza mozzafiato
di una danzatrice di brezze
che gioca come una bimba
su quadrati di gesso
(che in realtà sono nuvole)
e compie balzelli
su una via che si perde
tra il cielo e l'orizzonte.
sbatti le ali
scansi certezze
scaldi il mio sentire
e immancabilmente
disilludi chi si aspettava
una parabola più vicina
Con pochi piccoli frequenti battiti
tutto tieni in sospeso
e ti allontani leggera.

"Sarò qui a sperare," si disse...

mercoledì 10 dicembre 2008

Pensieri di un'apprendista crisalide

Come una farfalla leggiadra, empì del suo elegante volo gli occhi e le giornate di quel rapito osservatore. Solo ora la riconosceva come la più bella creatura del suo giardino, benchè spesso le fosse fluttuata accanto nelle mattine d'estate. Una volta schiusi i suoi occhi la contemplò, e fu come se un manto di rugiada invernale pietrificasse quell'attimo, rendendolo brillante ed eterno.
In un certo qual modo però quella scoperta nascondeva in sè un inganno. "Se mi avvicino e cerco di carezzarne le fattezze, i colori, gli iridescenti riflessi, potrei con le mie sembianze crearle turbamento e farla fuggire" pensò. "E come potrei seguirla nel firmamento celeste, nel suo peregrinare salvifico, non avendo io leggiadrìa alcuna, ne tantomeno ali?" Fu così che si mise in cerca di coraggio e della seta più fine, per costruirsi un bozzolo. Chiese aiuto a se stesso e alla beffarda natura, in cerca di un cambiamento. "Troverò il poco oro che ho dentro, tesserò delle ali impavide, e verrò con un dono...

sabato 18 ottobre 2008

Link

Ricordò dopo tanto tempo la sensazione dello scorgere un sorriso dietro parole scritte, e tornò ad esserne affascinato...

lunedì 22 settembre 2008

Manierismo dello squallore

Prese un bicchiere di scura, assaporò ogni minima particella di malto e convenne facesse cagare. Indifferente. Sorpassò il bancone e la cassa, si rivolse al barista con un "sto uscendo coglione". Non affrettò minimamente il passo, quasi rallentò. Aveva voglia di quel pungo in faccia, e di sentirsi sciorinare improperi sulla sua fortuna per non dover aver a che fare con la polizia.
Guardò per qualche minuto il sangue colato sulla sua mano rapprendersi, trovò curioso come la tendenza di un corpo sano sia quella a ripristinare, in quel caso tramite le piastrine, l'ordine iniziale. Si chiese se ci fosse qualcos'altro di così opposto alla sua vita. Erano giorni che si deliziava di quell'autocommiserazione un po' edonistica, forse romantica. Toccato quel fondo di plastica della sua boccia si accorse di aver ancora il bicchiere del bar in mano. Mezzo vuoto come quel pomeriggio sul finire. Avrebbe forse scaraventato quel veleno contro il muro,per poi inventare qualche fregnaccia sull'arte pittorica dei mastri birrai di Monaco, a qualche idiota rimasto bocca aperta e naso all'insù di fronte a quel gesto...

sabato 23 agosto 2008

Manifesto dell'illuso.

Io credo. Fermamente. Credo negli spazi che ti devi ritagliare e non biasimo chi, davanti a una richiesta, te li nega. Credo nella buonafede. Non dico incondizionata, ma una buona fede che compia quasi un angolo giro. Credo nei preparativi fatti per sorprendere, di chi ancora non sa se ne avrà la possibilità. Credo nel fidarsi è bene, non fidarsi è triste:un osso da ricalcificare è sempre meglio di un osso sano nel corpo di un diffidente. Credo nel grandissimo fascino delle cose difficili. Credo di dover imparare la pazienza, ma anche no. A rischio e pericolo delle mie coronarie. Credo che negli occhi si nasconda il buono delle persone. Di tutte.Tra la pupilla e l'iride, tra la paura e la disperazione, due scaffali dopo la dolcezza e il riso. Credo in chi lavora in quel piccolissimo spazio di impossibile e promette da quello spazio cose enormi. Credo di dovermi fidare, e forse lo farò.

mercoledì 13 agosto 2008

Thinking 'bout you...

martedì 12 agosto 2008

Ossigeno


In maniera del tutto inaspettata si trovò dipendente da quell'aria che spirava fresca e lieve tempo prima. E che ora, comparendo a sprazzi e centellinandosi, lo costringeva a stringere stomaco e cuore e ad immergersi alla ricerca di bolle... Interessante l'eventuale domandarsi su quanto avrebbe retto prima del tracollo...

venerdì 25 luglio 2008

low battery...


Decise di infilarsi un jack in vena, e cominciare a girare la manovella. "Ricarica un telefono, si disse, chissà che non funzioni anche col mio umore e il mio fisico..."

venerdì 11 luglio 2008

Apatia liquida

La giornata, allineandosi alle precedenti, arrancava nel suo metodico scorrere. Silenziosa,furtiva e inesorabile. Non potè fare a meno di notare come la vischiosa sensazione, da poco sopraggiunta, lo avolgesse pressochè completamente. Mantenendosi appiccicosa e trasparente non tardò a riflettere frammenti di ricordi, pensieri, volti e profumi.Valutò che la fuga migliore risiedesse esclusivamente nella decisione di immergersi: trattenne il fiato, si spogliò delle barriere, chiuse gli occhi e sparì. Un'assenza momentanea, della quale il mondo accaldato, affaccendato e distratto difficilmente si sarebbe accorto. In quella strana sostanza non dovette nemmeno fingere di nuotare: lo stare fermo implicava il movimento di tutto il resto. Nemmeno il trattenere il fiato era richiesto, l'apatica sostanza penetrò i polmoni, lasciandoli indifferenti. Viaggiò immobile per interi cicli di secondi, rapito. Vide la sagoma sfocata di amici prossimi alla partenza, un tempo intenti a scherzar col mondo e le sue futilità. Sentì il profumo di shampo dei suoi capelli stupendi e li paragonò all'essenza di un petalo indaco e oro. Colse la serenità di momenti passati con amici un po' lontani. Il rammarico, e la ferma consapevolezze di scelte coraggiose ma che fanno del male. Sentì il torpore del suo cuore assopito. Scorse un rimedio, seppur lontano e difficile. Un rimedio per cui lottare forse. Avvertì la sensazione di essere immobile, e al contempo affaticato per le cose da fare o in corso d'opera. Non riuscì a resistere al masochismo di restare in tutto questo, prima di iniziare a risalire la perete di quella boccia di vetro...

venerdì 13 giugno 2008

Punto di rottura

Si volse.
E notò esattamente il solito monotono e claustrofobico scenario. Tasselli ordinati, ma intricati, stretti in un abbraccio insistente, pedante. A formare una solida barriera di costrizioni, inibizioni, logoranti insicurezze, distrazioni. Una prigione a tutto tondo, insonnolita e insonnolente. Fatta di potenza, e non di atti. E quei muri avevano una voce, e a volte un'espressione. L'atmosfera afosa di quell'ambiente sterile, il caldo agnostico, il sudore gratuito,ingiustificato. Abbastanza perchè la volontà si ribellasse alle circostanze e smettesse di aspettare una qualche manna poetica.
Si decise a respirare il ristoro della notte. Si armò di tasti, e fogli appallottolati. Li scagliò con flebile sufficienza, voltò le spalle alla pendola,col suo movimento limitante e relativo. Non senza remore, una parte del muro cedette.
Le risorse a sua disposizione erano esaurite. Ma quantomeno, grazie alla breccia, potè cullarsi al paesaggio mutevole e allettante della realtà, e ai soffitti della fantasia...

giovedì 22 maggio 2008

Sigla



[Marta sui Tubi - L'Unica Cosa]