venerdì 11 luglio 2008
Apatia liquida
La giornata, allineandosi alle precedenti, arrancava nel suo metodico scorrere. Silenziosa,furtiva e inesorabile. Non potè fare a meno di notare come la vischiosa sensazione, da poco sopraggiunta, lo avolgesse pressochè completamente. Mantenendosi appiccicosa e trasparente non tardò a riflettere frammenti di ricordi, pensieri, volti e profumi.Valutò che la fuga migliore risiedesse esclusivamente nella decisione di immergersi: trattenne il fiato, si spogliò delle barriere, chiuse gli occhi e sparì. Un'assenza momentanea, della quale il mondo accaldato, affaccendato e distratto difficilmente si sarebbe accorto. In quella strana sostanza non dovette nemmeno fingere di nuotare: lo stare fermo implicava il movimento di tutto il resto. Nemmeno il trattenere il fiato era richiesto, l'apatica sostanza penetrò i polmoni, lasciandoli indifferenti. Viaggiò immobile per interi cicli di secondi, rapito. Vide la sagoma sfocata di amici prossimi alla partenza, un tempo intenti a scherzar col mondo e le sue futilità. Sentì il profumo di shampo dei suoi capelli stupendi e li paragonò all'essenza di un petalo indaco e oro. Colse la serenità di momenti passati con amici un po' lontani. Il rammarico, e la ferma consapevolezze di scelte coraggiose ma che fanno del male. Sentì il torpore del suo cuore assopito. Scorse un rimedio, seppur lontano e difficile. Un rimedio per cui lottare forse. Avvertì la sensazione di essere immobile, e al contempo affaticato per le cose da fare o in corso d'opera. Non riuscì a resistere al masochismo di restare in tutto questo, prima di iniziare a risalire la perete di quella boccia di vetro...
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Ne avevamo parlato a voce ma non avevo ancora commentato. In bocca al lupo per il tuo rimedio...
Alex
Posta un commento