Prese un bicchiere di scura, assaporò ogni minima particella di malto e convenne facesse cagare. Indifferente. Sorpassò il bancone e la cassa, si rivolse al barista con un "sto uscendo coglione". Non affrettò minimamente il passo, quasi rallentò. Aveva voglia di quel pungo in faccia, e di sentirsi sciorinare improperi sulla sua fortuna per non dover aver a che fare con la polizia.
Guardò per qualche minuto il sangue colato sulla sua mano rapprendersi, trovò curioso come la tendenza di un corpo sano sia quella a ripristinare, in quel caso tramite le piastrine, l'ordine iniziale. Si chiese se ci fosse qualcos'altro di così opposto alla sua vita. Erano giorni che si deliziava di quell'autocommiserazione un po' edonistica, forse romantica. Toccato quel fondo di plastica della sua boccia si accorse di aver ancora il bicchiere del bar in mano. Mezzo vuoto come quel pomeriggio sul finire. Avrebbe forse scaraventato quel veleno contro il muro,per poi inventare qualche fregnaccia sull'arte pittorica dei mastri birrai di Monaco, a qualche idiota rimasto bocca aperta e naso all'insù di fronte a quel gesto...
lunedì 22 settembre 2008
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