Considerando latitudine e coordinate, i toni caldi del periodo una legittimazione la strappano.
E così pure quell'indugiare del sole fino all'ora tarda. Raggi dietro la schiena ed espressione sognante di chi tira tardi per rincontrare la pallida sua innamorata che una maledizione ripetutamente relega nell'altro emisfero. Struggente impossibilità della compresenza.
L'odore del sale condisce queste correnti che noi tutti sfruttiamo per raggiungere una meta irriverente posta ogni giorno un miglio o due più in là.
Qualche umano cerca assorto una catarsi, mentre il cane lo conduce a passeggio, chè è tutto il giorno che sta dentro a nonvivere davanti a un pc. Stringo il cuore e chiudo ogli occhi quando l'ennesimo individuo alza una nuvola di sabbia al suo passaggio, cercando fiato per la sua gara contro il tempo. Ma è ben noto che chi non vola ne resta fermo quella gara l'ha già persa.
Planare guardando giù è stupendo e terrible, il pelo dell'acqua è un enorme incendio blu, ogni singola spasmodica increspatura recita la parte del fuoco a memoria, così fedelmente da meritare 8 minuti di applausi. Ho avuto paura di bruciarmi la coda. Ma sono atterato ugualmente. Sembrava quasi la fucina del mondo, il suo modo di incenerire i demoni dei suoi abitanti. Strade smarrite, senitmenti mai compresi, riflessioni sussurrate dopo uno schianto...
Lancerò un grido che non capirete,che la verità necessità di interprete, e tornerò sul mio scoglio...
martedì 20 aprile 2010
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