Si sorprese a possedere una convinzione, a dir poco infantile, fiabesca, del pensiero.
Innnanzitutto legata al cuore. Una parvenza d'ossimoro.
Ma a ben vedere, prefigurarsi l'asse cuore-cervello come un'autostrada a una corsia e a senso unico si presentò come un concetto affascinante. "Ragionare col cuore significa dunque leggere quell'alfabeto morse di battiti e vuoti, punti-linee-attese trasmesse da un telgrafista muto?" Si chiese.
E la conseguente riflessione risultò esser connessa alla medesima linea di codice che il suo cervello continuava a ricevere a intervalli regolari durante le giornate. Cuore-cervello. Battito-Pensiero.
"Sono sicuramente un'idiota a ritenere che pensandoti potrò raggiungere la tua coscienza e convincere il tuo telegrafista e scrivere il mio nome... ma tant'è"
Questo fu quello che non disse.
martedì 15 giugno 2010
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