mercoledì 7 luglio 2010

Hope

Ora capisco perchè il Grande Architetto ha progettato l'alternarsi del giorno con la notte. Capisco la scelta dei colori, l'uso dei rumori e dei profumi. Capisco la scelta del Nero pece, in concomitanza degli occhi chiusi. Sarebbe meglio dire di un nero lavagna. Intuisco la funzione dei sogni, quella realtà alternativa che nutre il reale inconsapevole, come una flebo che imbocca i piccoli nel nido.
Tutto è ragionato in funzione della speranza.
Sedici ore di bellezza, sospiri,morte,miracoli, omicidi, mani tese,degrado umano, rinascita, scontri,pace,successi,croci. Variabile è l'elettrocardiogramma del tuo essere in una giornata. Poi ecco che il sole si fonde nei toni scuri del crepuscolo, rimembrandoti di aprire il diario di bordo e segnare le ultime annotazioni sulla rotta.
Giunge infine il nero lavagna. Gli stati onirici fungono da cancellino, la brezza notturna spazza via la polvere di gesso.
E ogni mattina il mondo si sveglia con una pagina vuota, e le migliori intenzioni di riempirla. Le sinapsi intessono intrecci narrativi da realizzare nella storia unica del nuovo giorno.
Ed è Speranza che ogni mattina ti bacia sulla fronte svegliandoti discreta.

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