E' un tesoro incastonato nel ghiaccio. E in una testa rovente come la mia, o si ruba subito o si scioglie e poi rimane una misera pozzanghera di riflessi.E' un uomo (Supertramp) che cammina, accompaganto dalla voce magica di Eddie Wedder, un cantastorie narratore. E' uomo, che ha trovato nella condivisione della felicità il fine ultimo dell'esistenza, ed è morto solo come un cane, ma felice per l'astrazione raggiunta. E' un uomo che fugge dal civilizzato e dal mainstream per trovare rifugio nel selvaggio, non accorgendosi che l'unico vero selvaggio ecosistema è quello in cui la civiltà, raccontandoci romanzi, ci sta portando. E' quindi un uomo che fugge dal selvaggio cercando il selvaggio. E' sostanzialmente un meraviglioso egoista, e da questo attegiamento trae paradossalmente svantaggio. Si stacca da tutti, vive situazioni di Guru peer to peer, è una forza che benefica ciò che gli sta attorno, ma sostanzialmente non è in grado di salvarsi con gli stessi mezzi. Ruba,meglio prende in prestito pezzi di vissuti che illluminano il suo cammino. E' un uomo che legge tantissimo,forse un filosofo, ma anela la semplicità. Doma la natura in ogni modo, ma viene beffato da un suo piccolo particolare.
E' uomo puro, anzi non è mai stato diverso da un bambino. Un mirabile asceta, un complicato intreccio di cristianesimo e panteismo. Deride il perdono, ma raggiunge la felicità tramite esso. Raggiunge il segreto di una vita, ma muore come un'entità incompiuta. Sta al balcone della sua vita e nn riesce ad aprire la finestra. E' un balcone che da su un fiume in piena. Riduce i rapporti a proiezioni future, e così facendo nel concreto li perde. Ha la fortuna di una sorella, un interprete nel suo mondo. Brucia soldi, piange alci, vive una vita.
Regala dei brividi.
lunedì 5 luglio 2010
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