domenica 29 gennaio 2012
Missing
Sei giri di lancetta non cambiano la vita, tantopiù rapporati a 168.Giri di lontananza realtiva, ma dopotutto era lo stesso ossigeno sotto la cappa di cielo della stessa città. Funziona male un organismo in astinenza da un qualcosa che non c'è mai stato? Il fatto è che, senza troppa preoccupazione, la frequenza del mio cuore di ingranaggi va in cerca di quell'equlibrio perfetto di acqua,notte e nuvole, una pozza in cui rimbomban le emozioni di un vita bella ma non facile, o così sembra. Disobbedire a quello che non c'è stasera è troppo amaro. E il tuo pensiero timbra cartellini di un cervello mai in esubero di personale. Mi servon briciole di marzapane per ritrovar la mia carrozza, e anche solo una tua bricilola.Un piccolo cilindro di liquirizia.Insomma ti ammiro perchè fai la differenza in ogni caso. Stanotte in quanto grande assente, che ha perso la coincidenza per la carrozza di mezzanotte, e si è tenuta in tasca il pane per guidarmi. Tu che da tenere in tasca, al pane preferisci le mani fredde, e forse non ti si addice una carrozza. Non credo di conoscerti, eppure ti disegno.Pretese della notte.
martedì 24 gennaio 2012
Il Vasaio Cieco.
Sono un cieco, che ha lanciato il bastone in terra,una vasaio con dei guanti in amianto. Non ne conosco il motivo, eppure sono ancora sulla strada, e i miei vasi quantomeno trattengono acqua, senza nessuna pretesa di essere aggraziati. Sono un confessionale di reality, e vedo il peggio di me stesso in altri me con altre faccie. C'è chi si lagna della crisi, c'è chi pulisce i vetri interni di quegli oblò che per troppo tempo ho frequentato, camere iberbariche della non vita, atelier dei vigliacchi. Rispondo dalla regia, e con che coraggio?
Pensavo di togliermi il mantello dell'invisibilità, ma non tra le spire di Bellatrix, eppure sono li. E mi piace pure. Ho aspettato l'irrazionale per giorni e giorni, il mio vago languore di stelle, e ho trovato zaffiri su un disegno tormentato di cielo. Non sono ancora sicuro di volerli sfiorare, le mie dita bruciate attirate dalle fiamme rubino sembrano non volerne sapere della memoria a lungo termine. Nel pongo indurito in una forma ancora vaga rimane la consapevolezza di non esser cresciuto in questo: credo nella forza del pensiero che viene dal cuore, e che oltrepassa i muri e arriva dove deve. E forse mi sbaglio meravigliosamente su tutto. Ma questo è il bello di quel mezzo cervello due occhi indefiniti e dei capelli ricci che si riflettono su uno schermo che francamente a volte mi comanda.
Pensavo di togliermi il mantello dell'invisibilità, ma non tra le spire di Bellatrix, eppure sono li. E mi piace pure. Ho aspettato l'irrazionale per giorni e giorni, il mio vago languore di stelle, e ho trovato zaffiri su un disegno tormentato di cielo. Non sono ancora sicuro di volerli sfiorare, le mie dita bruciate attirate dalle fiamme rubino sembrano non volerne sapere della memoria a lungo termine. Nel pongo indurito in una forma ancora vaga rimane la consapevolezza di non esser cresciuto in questo: credo nella forza del pensiero che viene dal cuore, e che oltrepassa i muri e arriva dove deve. E forse mi sbaglio meravigliosamente su tutto. Ma questo è il bello di quel mezzo cervello due occhi indefiniti e dei capelli ricci che si riflettono su uno schermo che francamente a volte mi comanda.
giovedì 19 gennaio 2012
La Volpe storpia nella città di cristallo
E' come riaprire una scatola. E ritrovare la tua colonna vertebrale. Non ho più voglia di slacciare la cerniera e infilarmela adosso. Troppe vertebre rotte. E poi comunque, mi preferisco storpio. Senza ricordi, canzoni, pozze di mare ormai lontane, fili d'oro in giro per la tappezzeria.
Tolgo i lucchetti, ma il coperchio rimanga pure chiuso. Pandora aspetti, non sono ancora pronto. Sono una volpe, e purtroppo (o per fortuna) l'uva lassù sembra ancora marcia.
Sensazioni nuove mi suggeriscono il valore di una cuccia, il potere della libertà. La bellezza sferisca e fredda della mano con la matita. E l'eleganza triste della colomba nera.
Saggezza cantata che perde di valore, e la sensazione di vagare per una città di cristallo. Le case degli altri sono splendide, i muri sembrano solidi, gli incastri combaciano. Eppure di tanto in tanto, qualche condomino perde la vista dell'orizzonte, per rimanere in primo piano sulla polvere che sembra crepa. Ed ogni volta che un crepa affiora, incrocio dita su dita affinchè sia solo polvere.
Non so rispondere a delle braccia aperte, e da assetato bevo bicchieri di sabbia.
Ma soprattutto non so più scrivere.Per ora.
Tolgo i lucchetti, ma il coperchio rimanga pure chiuso. Pandora aspetti, non sono ancora pronto. Sono una volpe, e purtroppo (o per fortuna) l'uva lassù sembra ancora marcia.
Sensazioni nuove mi suggeriscono il valore di una cuccia, il potere della libertà. La bellezza sferisca e fredda della mano con la matita. E l'eleganza triste della colomba nera.
Saggezza cantata che perde di valore, e la sensazione di vagare per una città di cristallo. Le case degli altri sono splendide, i muri sembrano solidi, gli incastri combaciano. Eppure di tanto in tanto, qualche condomino perde la vista dell'orizzonte, per rimanere in primo piano sulla polvere che sembra crepa. Ed ogni volta che un crepa affiora, incrocio dita su dita affinchè sia solo polvere.
Non so rispondere a delle braccia aperte, e da assetato bevo bicchieri di sabbia.
Ma soprattutto non so più scrivere.Per ora.
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