domenica 12 febbraio 2012

Mancato

Prendo la strada bianca sconnessa, passeggio incerto sui tasti qwerty, senza orientamento, inconsapevole di dove andrò a finire. Il cantastorie dell'Alaska stasera estrae anche diamanti dal cilindro. Peccato il gioielliere sia invece stato ironico, ricavandone due da un unico incredibile frammento grezzo. Stregato dal primo, ho perso una delle mani dopo un tentativo di rubarglielo per sempre. E tra costellazioni intere di gioielli il mio moncone si protende adesso verso l'ineguale fascinoso fratello. Stupido, incolpevole. Rassegnato? Il fatto è che sono storpio di quella convinzione mai avuta, e che non si decide la vetrina. Il locale non è un negozio, le barriere fanno sgomento. Non ho trovato pale adeguate a questo scopo. E busso al pavimento come a un muro senza maniglia,guardando la mia mano fantasma lanciare ancora segnali.Cerco di essere un fratello, il tappo per la botte piena, il canarino per la moglie ubriaca.E in fondo al guardaroba il mio vestito originario.C'è chi mi dice di smettere di cercare, e andare alla deriva sopra un pezzo di ghiaccio. Troppo liscio per me.

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