Non tutti hanno un telescopio e siedono su una carrozzella. Guardare il firmamento mette sempre la stessa identica ammirata inquietudine, quella del ciclope davanti a una mappa. Ma la differenza sostanziale per un paraplegico risiede nell'impossibilità di buttrasi a capofitto nella direzione celeste della propia nuova stella polare. Anni a ricercare affannosamente le coordinate, notti da idota, col naso all'insù a sognare il futuro su quella bella stella, glassata di luce ramata. Forse sarebbe bastato puntare il telescopio a caso, ma non sono mai stato bravo in questo. E per giunta, invece di dare un calcio alla mia carrozzella, aspetto ancora una cometa che mi indichi la bontà della mia rotta.
ci vorrebbe così tanto?
lunedì 26 marzo 2012
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento