venerdì 2 marzo 2012

Rondini

Mi capita a volte di sentirmi come una coperta, che ti cade tuo malgrado addosso. Un'investitura che ha del prematuro. Per mia fortuna è inverno, e le temperature incentivano una convivenza neanche troppo seccante.Rifugiarsi tra le pieghe di un approccio per spiccare poi il volo in primavera? Se è così il mio cuore africano piangerà la partenza delle rondini, e ammirerà il capo storno,che sembra fatto a posta per le tue ali, e che non voglio credere fino in fondo sia più abile in planata e più splendente nel suo piumaggio.La realtà è che ogni singola parola, verso, aspirazione, ha come fratello ciò che non c'è, come amici due pozzi stupefatti al tuo passaggio, come madre una cordigliera di ingranaggi, decisamente fuori giri, che per l'andatura mantenuta presto si sfalderanno. O forse no. Rimane il fatto che potrebbe essere una prima, salvifica quadratura del cerchio, ma un pensiero contenente un grado qualsiasi di possibilità è un passante ignaro di stare aspettando l'aurora boreale, cullato dalle calde pianure africane...

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